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Musicisti sviluppano ‘supercervello’ – Possibile soluzione per DSA

Musicisti sviluppano ‘supercervello’ – Possibile soluzione per DSA
febbraio 11
18:00 2016

Musicisti sviluppano ‘supercervello’ per leggere note e parole – Possibile soluzione per DSA

Da scoperta italiana possibile terapia per bimbi dislessici (DSA)…  ATTIVANDO AREE DIFFERENTI PER LA LETTURA e LA COMPRENSIONE.

Oltre alle già note differenze di dimensioni nelle aree cerebrali coinvolte nell’esecuzione di un brano, un gruppo di ricercatori italiani ha scoperto che i musicisti per leggere un testo, al contrario delle altre persone, ‘reclutano’ le stesse aree abitualmente coinvolte per leggere un pentagramma. Secondo gli esperti, il risultato può avere interessanti applicazioni per i bambini a rischio di dislessia.

Lo studio, pubblicato su Neuropsychologia, è stato condotto da Alice Mado Proverbio, Mirella Manfredi e Roberta Adorni dell’Università Milano-Bicocca e Alberto Zani dell’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia molecolare del CNR di Milano. I ricercatori hanno ricostruito, tramite una tomografia elettromagnetica a bassa risoluzione, il segnale bioelettrico durante l’elaborazione cerebrale delle note e della lettura in un gruppo di quindici musicisti professionisti e altrettante persone di uguale scolarizzazione ed eta’, ma senza alcuna conoscenza musicale.

Il risultato?!

Sia nel leggere le note che le parole, i musicisti attivavano delle aree cerebrali diverse da quelle osservate nelle persone senza conoscenze musicali. ”Quando leggono un testo – spiegano i ricercatori – le persone prive di conoscenza musicale attivavano la corteccia occipito-temporale di sinistra e il giro occipitale inferiore di sinistra. Nei musicisti, invece, queste stesse regioni sono risultate attive sia sull’emisfero sinistro (come nei non musicisti) che, inaspettatamente, sull’emisfero destro”. La scoperta potrebbe aiutare i bambini dislessici in cui la regione cerebrale normalmente reclutata per l’analisi visiva delle parole si attiva in modo atipico o insufficiente. ”Lo studio della musica – suggeriscono gli esperti – potrebbe aiutare a sviluppare un circuito cerebrale comune a parole e note contribuendo così a compensare i deficit di lettura”.

http://musicascuola.webnode.it/news/musica-e-dislessia-università-degli-studi-di-milano-bicocca-e-del-cnr1/

http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2012/12/19/Musicisti-sviluppano-supercervello-leggere-note-parole_7976570.html?idPhoto=2

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