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Vaccino sbagliato, la Asl apre un’inchiesta

Vaccino sbagliato, la Asl apre un’inchiesta
febbraio 02
17:00 2016

«Stiamo indagando, si sta esaminando il caso in dettaglio per capire cosa si sia effettivamente verificato e poter fare chiarezza al più presto». Direzione generale e sanitaria della Asl Roma 3 hanno aperto un’indagine su quanto capitato martedì scorso all’ambulatorio per le vaccinazioni di via Belfanti di Roma nel quartiere Massimina. A portare il caso sotto i riflettori, lo sfogo raccolto da Il Tempo di una mamma romana, la signora Tiziana S. Il suo bambino quel giorno avrebbe dovuto fare il richiamo del vaccino meningococco B. Ma così non è stato. E non si è trattato di un semplice disguido.

«Mio figlio ha quasi cinque anni, martedì è stato accompagnato dal padre. Mentre stavano in fila ad aspettare il loro turno, la mamma che era nella stanza delle vaccinazioni è uscita infuriata e preoccupata, dicendo che il dottore che si stava occupando dei vaccini ne stava per somministrare uno sbagliato a suo figlio e che, se non fosse stato per l’infermiera presente, che si è accorta in tempo dell’errore, il bimbo sarebbe stato vaccinato in modo errato», racconta la signora. «Mio marito mi ha riferito esterrefatto, ancora, che dopo pochi minuti si è presentata la stessa infermiera consigliando a tutti di non far vaccinare quel giorno i propri figli dal pediatra-sostituto che era in servizio, dicendo che era un incompetente e che non conosceva nemmeno le scadenze dei vaccini. E lei, l’infermiera, è persino andata via dall’ambulatorio rifiutandosi di assistere quel dottore nelle vaccinazioni. Quel giorno – prosegue – tutti i genitori presenti, sbalorditi di quanto accaduto, hanno seguito il consiglio dell’infermiera saltando la vaccinazione. Quanto è successo è di una gravità assoluta. Si tratta di vaccini, si tratta di bambini. Nessun altro ci ha dato spiegazioni e mio marito si è rivolto ai Carabinieri. Hanno mandato una volante ad interrogare il medico, che ha riferito loro che quel giorno non ha potuto fare i vaccini perché l’infermiera era malata. Io mi sono rivolta anche alla Asl, ho parlato con la dottoressa Reggiani (del Dipartimento Prevenzione della Asl, ndr ). Mi hanno detto che avrebbero comunque indagato. Ancora oggi non so quando mio figlio potrà fare il vaccino, e sono angosciata perché non credo sia corretto che quel medico continui ad occuparsi di minori se non è in grado: sono allibita da tutto quanto».

Sul tema vaccini, negli ultimi giorni, si è a lungo dissertato. «Sono efficaci e sicuri, basta falsi miti. Ritengo stia diventando sempre più importante approfondire le ragioni della perdita di fiducia nella vaccinazioni e contrastare i numerosi fenomeni di controcultura antivaccinale. Per questo, un ruolo fondamentale deve essere svolto dai medici», ha sottolineato qualche giorno fa il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel corso di un convegno sull’argomento. Questione delicata da affrontare da vari punti di vista: dal caso che ha fatto discutere della bambina di appena sei anni della provincia di Firenze, da qualche anno affetta da immunodeficienza, impossibilitata dal frequentare la scuola a causa di alcuni suoi compagni non vaccinati, fino a quanto accaduto nell’ambulatorio della Asl Roma 3 su cui diverse famiglie attendono risposte celeri.

Fonte: www.iltempo.it

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