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Virus Zika – Il mainstream colpisce ancora?

Virus Zika – Il mainstream colpisce ancora?
gennaio 31
19:00 2016
In questi giorni, il mainstream tutto si sta concentrando su una “nuova” epidemia che deve la sua esistenza ad un virus isolato “solamente” 69 anni fa, in Uganda, nella Foresta Zika.
L’interesse rivolto dai media per questo virus vintage, ci fa tornare con la memoria al virus Ebola: stesso panico scatenato dal mainstream nei confronti di un virus che esiste da molti anni ma del quale ci si accorge così, all’improvviso, una terra ricca di giacimenti minerari come location della tragedia ed organizzazioni come l’OMS ed il CDC pronte ad intervenire, se ce ne fosse bisogno, per dare credibilità “scientifica” al tutto, rincarare la tragedia con statistiche e percentuali.
A proposito di CDC, abbiamo il “piacere” di informarvi che il virus Zika è stato dichiarato un virus sessualmente trasmissibile… chissà che dal “nuovo Ebola” non si trasformi in “nuovo Aids”.
Come affermava Bertrand Russel“In ogni caso, di tanto in tanto, è salutare mettere un punto di domanda a questioni che da tempo si danno per scontate”.

 

PRINCIPALI FOCOLAI DI VIRUS EBOLA IN AFRICA E PRINCIPALI POZZI PETROLIFERI IN AFRICA
Quando si tratta di raccontare una storia, una storia vera, una storia che ci riguarda da vicino, che sia essa bella o brutta, crudele o spensierata, quando si tratta di raccontare una storia, di provare a persuadere qualcuno con una storia di vita vissuta, saper padroneggiare l’arte della narrazione è una dote molto importante. Alcuni la possiedono per natura, altri devono applicarsi per tutta la loro vita per provare ad impararla e, ahimè, non è detto che ci riescano.

È anche per questo motivo che si utilizzano le immagini, perché quelle, ancor più delle parole, sono capaci di colpire dritto allo stomaco ed al cuore di chi le vede, sino a renderlo, paradossalmente, cieco.
Il potere incalcolabile dei media è tutto qui, non si tratta di persuadere l’individuo ma di descrivere e dare ad esso una percezione della realtà esterna, presentare al pubblico una lista di ciò intorno a cui avere un’opinione e discutere. L’assunto fondamentale dell’agenda-setting è che la comprensione che la gente ha di gran parte della realtà sociale è mutuata dai media che fanno vedere e percepire ciò che deve essere visto e deve essere percepito [1].

Esiste un solo modo per “difendersi” dal mainstream: utilizzare tutti gli strumenti di cui si dispone per aumentare il più possibile la propria capacità narrativa, per esempio sostituire un termine che normalmente occuperebbe il posto nella frase che si vuole dire, con un altro la cui “essenza” o funzione va a sovrapporsi a quella del termine originario creando, così, immagini di forte carica espressiva. Proprio per questo nasce la metafora, per il suo infinito potere evocativo e comunicativo.

La metafora che utilizzerò, è filmica, poiché il più grande strumento di cui il mainstream dispone è, da sempre, “Hollywood”.
All’inizio del film “Slevin – Patto Criminale”, Bruce Willis, nei panni dello spietato e glaciale killer Mr. Goodkat, spiega il significato della “mossa Kansas City” con una semplice frase: “loro guardano a destra e tu vai a sinistra”.
In questa frase c’è l’essenza del funzionamento dei media; in pratica si tratta di un diversivo, un’abile mossa con cui distrarre l’attenzione del proprio interlocutore da ciò che sta veramente per accadergli o che è già avvenuto.
In altre parole, la “mossa Kansas City” si può anche definire come quella strategia per cui qualcuno fa concentrare la tua attenzione facendoti guardare da una parte mentre ti sta ingannando dall’altra.

 

“MALATO DI EBOLA” MOSTRATO NEL (FALSO) VIDEO “Ebola Virus Outbreak 2014: Dying at the Hospital Door” PUBBLICATO DAL “NEW YORK TIMES”, valso a Daniel Berhulak il Premio Pulitzer 2015!!

 

Ora, non conta essere intellettuali, non importa essere delle cime d’intelligenza, chiunque può capire e rendersi conto di come, da diversi anni, la “mossa Kansas City” sia attuata sistematicamente ed utilizzata in ogni contesto, dalla cronaca nera ai talk show passando per i telegiornali ed i programmi d’intrattenimento. Persino le scoperte in campo scientifico ed informatico hanno come fine ultimo il distrarre da ciò che realmente ci circonda: chi controlla la percezione della realtà, controlla, di fatto, la realtà stessa.    Eccoci, dunque, nel 2014, anno in cui, per la prima volta da quando EBOLA ha fatto la sua comparsa in Uganda nel 1976, un focolaio si estende oltre l’Africa rurale per raggiungere otto paesi, tra cui gli Stati Uniti e la Spagna. Per quanto temibile, l’epidemia più grave di tale Virus, fino ad allora, si è registrata nel 2.000, con il contagio di 425 persone. Nel 2014, però, l’allerta sale ad un tale livello che lo “US Centers for Disease Control” (“CDC”, centro statunitense per il controllo delle malattie), in concerto con l’OMS (“Organismo Mondiale della Sanità”), autorizzano interventi di ogni tipo per arginare un’epidemia che, all’8 Febbraio 2015, tocca le vertiginose cifre di 22.894 casi e 9.177 decessi [2].

Implementare i trials vaccinali in nome di Virus EBOLA, costituisce il pretesto per inviare un enorme contingente di truppe militari, anziché di medici, in Liberia, Sierra Leone e soprattutto in Nigeria dove sono state trovate nuove riserve di petrolio.
Forse è questo il motivo per cui, il 16 Settembre 2014, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, prende la decisione di inviare 3.0000 militari nell’Africa Occidentale nell’ambito di un piano di intervento per combattere l’epidemia di ebola, creando un centro di comando a Monrovia, in Liberia, uno dei paesi più colpiti dal Virus insieme alla Sierra Leone ed alla Guinea, che sarà di supporto alle iniziative militari e faciliterà il coordinamento degli sforzi militari americani [3].

Nel Dicembre del 2000, il Presidente del Consiglio d’Amministrazione del gruppo “Bayer”, Manfred Schneider, sembra aver trovato la pietra filosofale: con il tantalio, utilizzato per la produzione di telefonini, il gruppo raggiunge tassi di crescita non inferiori a quelli della New Economy; “otteniamo così costantemente buoni guadagni, cosa che non si può dire con sicurezza delle altre aziende della New Economy”, dichiara a “Der Spiegel” [4].
Schneider sa di che parla, il suo Gruppo è leader mondiale nel commercio del tantalio: la “H.C. Starck”, controllata da “Bayer”, con sede a Goslar e filiali in USA, Tailandia e Giappone, lavora, secondo gli esperti mondiali del settore, più di metà delle quantità di questo prezioso metallo presenti sul mercato, per consegnarle poi all’industria elettronica.
“In ogni apparecchio elettronico, ci sono condensatori al tantalio”, afferma con entusiasmo Manfred Biitefisch, portavoce di “H.C. Starck”; “nei primi Pentium c’erano solo cinquanta pezzi di questo tipo, oggi ne vengono impiegati due o trecento” [5].
Questo, insieme all’impennata del mercato dei cellulari, ha condotto a un impressionante aumento del prezzo del tantalio.

C’è, infine, un’ulteriore cosa che quasi nessuno sa, ossia che l’affiliata di “Bayer”, la “H.C. Starck”, ha acquistato per anni coltan congolese, contribuendo massicciamente, secondo le Nazioni Unite, a sostenere una guerra che, dal 1998, ha ucciso più di 3,3 milioni di persone. Dopo la pubblicazione de “I crimini delle multinazionali”, di Klaus Werner ed Hans Weissla, la “Bayer” respinge tutte le accuse ma, in seguito a delle ricerche condotte dall’“ONU”, è costretta ad ammettere le proprie importazioni dal Congo [6].

Ora immaginate un Governo talmente “astuto” da riuscire a trovare un pretesto per invadere una Nazione e depredarla delle sue materie prime passando, agli occhi dell’opinione pubblica, come un salvatore le cui azioni vengano addirittura esaltate da mainstream e Nazioni Unite.
Purtroppo non è frutto di immaginazione, in quanto ciò sta realmente avvenendo in Africa, in località come la Guinea, dove intere comunità sono smantellate per combattere il propagarsi del virus [7].

 

INQUADRATURA ESTRAPOLATA DAL (FALSO) VIDEO “Ebola Virus Outbreak 2014: Dying at the Hospital Door” PUBBLICATO DAL “NEW YORK TIMES”, valso a Daniel Berhulak il Premio Pulitzer 2015!!
Arrivati a questo punto, la “mossa Kansas City” ha sortito un tale effetto che lo spettatore ignaro, non riconosce più l’inganno neanche se viene a sapere che i costi finanziari sostenuti dei Governi, sono talmente enormi a fronte di epidemie inesistenti che sotto deve esserci per forza qualcos’altro.
Prendiamo la “SARS”, per esempio: una malattia virale delle vie respiratorie che tra il 2002 e il 2004 ha ucciso 744 persone e che è costata, alle economie asiatiche, all’incirca 20 miliardi di dollari USA.
La Banca Mondiale stima che l’ebola potrebbe costare all’Africa 32,6 miliardi di dollari U.S.A. entro la fine del 2015.    A chi subisce il bombardamento continuo da parte del mainstream, non servirà neppure sapere che gli analisti del “Credit Suisse” nel settore biotecnologia Jason Kantor e Geremia Shepard hanno recentemente tracciato un profilo dettagliato di quattro possibili scenari futuri per l’epidemia del Virus EBOLA. Non ci crederete mai ma, secondo quelli più probabili, l’EBOLA si diffonderà al di fuori dei tre paesi epicentro – Guinea, Liberia e Sierra Leone – ma rimarrà un fenomeno prevalentemente africano e l’effetto sarà percepibile soprattutto tra le imprese del settore energetico e minerario.In ultima analisi, è importante sapere che il Governo degli Stati Uniti ha una “scorta strategica” di farmaci da cui attingere in caso di epidemie; una volta superata la crisi iniziale, le società in possesso di cure promettenti possono ottenere vantaggiosi contratti d’acquisto dal Governo statunitense, che compra all’ingrosso i vaccini per la propria scorta strategica e sostituisce regolarmente i farmaci sorpassati. Per citare un esempio, “lo Zio Sam” spende 250 milioni di dollari USA all’anno per acquistare tutto il vaccino contro l’antrace che una società di nome “Emergent Biosolutions” è in grado di produrre [8]. Per chi non ne fosse a conoscenza, la “Emergent Biosolutions” altro non è che la “BioPort Inc.”, società operante nell’inesistente, al momento della creazione della società, mercato delle vaccinazioni di massa contro l’antrace e facente capo al famigerato Carlyle group, gruppo che tratta gli interessi congiunti della famiglia Bush e di quella Bin laden [9].
“Quando il governo entra in questo business, diventa responsabile per il mantenimento di quella che esso stesso definisce ‘warm capacity’ (scorta disponibile), afferma Kantor. “Se, per ipotesi, il Governo volesse accumulare 2 milioni di dosi di vaccino con la possibilità di arrivare gradualmente a 20 milioni, esso non potrebbe acquistare il farmaco una volta e lasciar fallire l’azienda.” [8].

 

Le situazioni che vengono selezionate come problemi sociali, sono fenomeni che hanno caratteristiche specifiche: esse sono o possono essere drammatizzate; trattano temi mitici profondamente radicati nella cultura; e sono politicamente vitali, spesso perché collegati a potenti gruppi di interesse. I vincitori di questa competizione acquisiscono lo statuto di problemi sociali ampiamente riconosciuti.
I movimenti sociali richiedono che le persone siano motivate a riconoscere che esiste un problema, ad accettare la possibilità che venga risolto e a considerare una certa linea d’azione come adatta a produrre questo risultato.
Per collegare un pubblico ad un problema sociale, occorre formulare il problema in modo tale che il pubblico accetti la sua rilevanza. Questo è normalmente concepito come un problema di framing.
Secondo il sociologo Erving Goffman, un frame è uno schema interpretativo (una “cornice”) che permette alle persone di dare un senso a ciò che esperiscono.
Coloro che creano il frame, i cosiddetti claims-makers, devono colmare il divario tra la loro visione del problema e quella del pubblico ma devono anche scuotere le persone, commuoverle.
Questo significa non solo fare appello alla sfera cognitiva ma anche a quella emotiva. Gli attivisti dei movimenti usano spesso l’Arte per raggiungere i cuori dei potenziali sostenitori della loro causa.    Vi saluto informandovi del fatto che, ad oggi, il farmaco ritenuto più promettente tra i vaccini anti EBOLA è l’“Avigan”, prodotto nientepopodimeno che dalla “Fujifilm”, azienda fotografica giapponese che, trovandosi in piena crisi finanziaria ed economica, ha pensato bene di “reinventarsi” nel campo farmaceutico… dalla celluloide alla cellulosa!!
Ha ragione Gore Vidal: “oggi tutto è cinema. L’unica cosa che, praticamente, cambia, è come e dove lo si vede.”

 

Il filmato confezionato dalla “CNN” da cui ho estrapolato questa sequenza del bambino che, improvvisamente, crolla a terra esausto, si intitola “INSIDE LIBERIA’S EBOLA CRISIS” ed è visionabile, in versione integrale, su YouTube.

Note e fonti:
[1] “Agenda-Setting and Mass Communication Theory”, “Gazette (International Journal For Mass Communication Studies)”, Volume XXV, Numero 2, 96-105
[2] World Healt Organization
[3] RaiNews
[4] “Etappensieg für den Abenteurer“, “Der Spiegel”, 52/2000
[5] Intervista rilasciata a Klaus Werner, 30 Gennaio 2001
[6] “I crimini delle multinazionali”, di Klaus Werner ed Hans Weiss, Newton Compton Editori, 219
[7] it.euronews.com
[8] www.credit-suisse.com
[9] www.skolnicksreport.com, www.whatreallyhappened.com, www.whatreallyhappened.com, www.rense.com, www.skolnicksreport.com, www.the1phoenix.net

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