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“La distruzione deliberata dei Pianeti e delle biosfere”

“La distruzione deliberata dei Pianeti e delle biosfere”
gennaio 31
14:00 2016
L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità.
(John Fitzgerald Kennedy, Discorso all’ONU, 1961)
Traduzione di Marina Mazzoli per Nogoeingegneria
Pubblicazione disponibile nel “Journal of the British Interplanetary Society”
 LONDRA – 6 novembre 2015 – Il documento dal titolo “La distruzione deliberata dei Pianeti e delle biosfere”, prende in esame, da un punto di vista teorico, come possa venire effettuata una vera guerra spaziale in futuro, o tra le altre civiltà galattiche, se esistono.
Il documento considera come le armi spaziali potrebbero essere utilizzate per distruggere interi pianeti – senza infrangere le leggi della fisica. Invece di fare esplodere pianeti tramite raggi laser inviati dalle stazioni spaziali, lo studio prende in considerazione di alterare la temperatura di un pianeta, fino a quando i suoi oceani arrivano a congelare o bollire. Una strategia alternativa è quella di guidare grandi asteroidi su una rotta di collisione con un mondo estraneo, di provocare una collisione devastante simile a quella che ha portato all’estinzione dei dinosauri.
Per gli alieni non soddisfatti nel provocare una semplice estinzione di massa, il documento illustra anche come possono essere modificate le orbite dei pianeti per farli collidere l’uno con l’altro – o addirittura essere lanciati in una stella, per essere completamente distrutti.

L’autore Andrew Lockley ha detto: “Certo, c’è un po’ di fantascienza in uno studio come questo. Tuttavia, non c’è al momento nessun motivo per pensare che queste armi siano impossibili. Cercare questo tipo di guerra interplanetaria potrebbe aiutarci a individuare segnali di vita aliena nella galassia, che, come parte della nostra società, fa il Search for Extraterrestrial Intelligence (SETI).”
Il documento considera anche i rischi per la Terra di questo tipo di arma. Sorprendentemente l’umanità sarebbe in grado di costruire una difesa contro alcune armi più semplici nei prossimi anni.L’autore ha detto, “Gli alieni potrebbero sparare un’arma progettata per riempire l’atmosfera terrestre con gas che interrompono il clima. Tale arma potrebbe essere annientata con una tecnologia simile a quella per affrontare gli asteroidi in arrivo, attualmente allo studio.”
Entro pochi decenni, potrà anche essere possibile per gli uomini l’invio di armi di distruzione di massa ai nostri vicini stellari. Una semplice sonda, contenente solo i batteri provenienti dalla Terra, potrebbe essere sufficiente per distruggere un’intera biosfera aliena– in ultima analisi, uccidendo gran parte delle forme di vita native su un pianeta alieno, nell’arco del tempo. Tali armi aumentano la possibilità che il primo contatto degli esseri umani con i mondi alieni, potrebbe essere cercare di distruggerli.
In risposta alla pubblicazione dell’articolo, l’Editore del Journal of British Interplanetary Society, Kelvin F.Long, ha detto che “come Società che è sempre stata all’avanguardia negli sviluppi nell’astronautica, continuiamo a favorire il lavoro sul pensiero visionario, anche quando è altamente speculativo come in questo caso. La cosa interessante dell’articolo di Andrew Lockley, è che alcune delle idee che cita potrebbero essere riprese da altri autori e, quindi, promuovere nuovi campi di ricerca teorica. Si pongono anche importanti problemi etici per il futuro. Siamo lieti di fornire una piattaforma per le idee e le discussioni in questo senso “.  ( (grassetto nostro: n.d.r.)
Journal of British Interplanetary Society, edizione maggio-giugno 2015, pagine 150-152 (rilasciato a partire dal 5 novembre, 2015), Emissione acquistabile presso http://www.bis-space.com/eshop/products-page/publications .. .
Articolo rilasciato per l’acquisto presso http://www.jbis.org.uk/
Contatto
Andrew Lockley
Andrew Lockley

A. Lockley (2015), JBIS68, pp.150-152

Refcode: 2015.68.150
Keywords: Exoplanet, solar radiation management, terraforming, directed panspermia, space warfare

Fonte: nogeoingegneria.com

Tratto da: latanadizak.blogspot.it

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