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Campagna di comunicazione “AIFA – Farmaci in gravidanza”

Campagna di comunicazione “AIFA – Farmaci in gravidanza”
gennaio 22
13:00 2016

Curarsi in gravidanza è un atto di responsabilità. Se il medico ti prescrive un farmaco, assumilo con tranquillità. Così proteggi la tua salute. E la mia…per TE e per ME, MAMMA.

Campagna di comunicazione AIFA -Agenzia Italiana del Farmaco

Ma che bella pubblicità! Piena di cancellazioni, distorsioni e generalizzazioni. Il messaggio agghiacciante che l’AIFA vuole far passare è quello di affidarti totalmente al medico e che se, lui o lei ti prescrive un farmaco, assumilo con tranquillità e fiducia! Però curati in gravidanza: è un atto di responsabilità! E se non ti curi, vale a dire se non prendi un farmaco, non sei responsabile. Curarsi è responsabile, prendere farmaci in gravidanza, mi pare molto meno. Voi che ne pensate? Io parto dal presupposto che nostro figlio è influenzato sin dal concepimento da noi, dai nostri pensieri, sentimenti, abitudini alimentari e quotidiane come non fumare e fare passeggiate all’aria aperta…e così via. http://www.disinformazione.it/vita_prima_della_nascita.htm
Come è possibile quindi assumere un qualsiasi farmaco, affidandosi con fiducia al medico, senza sospettare che qualcosa potrebbe danneggiare nostro figlio? Sto leggendo un libro molto interessante: “Come impedire al vostro medico di nuocervi. Quando la medicina fa più male che bene” di Vernon Coleman, un medico (!), che spiega minuziosamente quando e come non sottoporsi a test, analisi e qualsiasi altro tipo di esami diagnostici invasivi, costosi, o semplicemente inutili e quando fare a meno di farmaci. I farmaci vanno presi solo in emergenza e non come si farebbe con delle caramelle una-tira-l’altra. Solo quando non c’è più nulla da fare e le hai provate tutte e non, preventivamente, così come l’America ha bombardato l’Afganistan, così già che c’era.
Lo so, io sono di parte. Sei anni fa il neurologo n.1 si preoccupò di sapere se avevo intenzione di avere figli, cercò di farmi entrare in un protocollo di ricerca in cui le donne affette da sclerosi multipla potevano prendere interferone beta1a e pillola anticoncezionale, raccomandandosi di non restare assolutamente incinta durante la terapia e poi, un anno dopo, accortami della gravidanza, mi disse: “Non c’è nessun problema, basta smettere di prendere l’interferone subito”. Mesi prima invece, alla mia domanda in proposito mi disse che quando avrei deciso di pianificare una gravidanza, avrei dovuto interrompere il farmaco un mese prima di cominciare i “tentativi” di concepimento.
Ultimamente ho letto una notizia agghiacciante: “L’interferone si può prendere in gravidanza, anzi, fa bene! Vi metto il link…a sostenere questa brillante nuova teoria è il mio neurologo n.2. Cosa è cambiato? Il farmaco è lo stesso? Perché sei anni fa era sconsigliato ed ora è addirittura caldeggiato?

Il bugiardino del Rebif.
Che serva questo a porsi delle domande. Ponetevele e siate dei pazienti responsabili. Scegliete voi, dopo un’attenta e accurata analisi di tutti i dati che avete a disposizione. E non fate scegliere a uno sconosciuto ciò che è meglio per voi e per vostro figlio. Scegliete voi stessi!

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